Servizi

Ricambi

Gli scambiatori di calore a piastre (SCP) sono impianti di importanza fondamentale nelle linee di produzione per tutti i tipi di settori industriali. Un incidente inaspettato in uno degli scambiatori di calore a piastre determina in molte circostanze l’arresto non programmato di una linea di produzione completa con le conseguenti flessioni nella produzione e perdite economiche. Per tutto ciò il Servizio Tecnico di Manutenzione di Laygo raccomanda e offre la manutenzione preventiva dei pacchi completi di piastre.

Con la manutenzione preventiva si rimedia anche alla perdita di rendimento delle apparecchiature dovuta a depositi e incrostazioni (fouling) e i cali di energia da essi determinati.

Gli interventi di manutenzione preventiva correttamente programmati ed eseguiti da esperti limitano i rischi inattesi che comportano l’arresto della produzione e permettono un considerevole risparmio energetico.

Guarnizioni

Le guarnizioni per scambiatori di calore Laygo sono al 100% compatibili con gli apparecchi più diffusi sul mercato, tra i quali: Alfa Laval, SPX (APV), Fischer, KELVION (Gea), Junkers, Tranter, Chester Jensen, Swep, API Schmidt Bretten, Sondex, Funke, Cipriani, AGC Engineering, Reheat, Rosenblads, Vicarb, Stork – Pierre Guerin.

Le guarnizioni LAYGO™ offrono 1 anno di garanzia per quanto riguarda la tenuta stagna, in ottemperanza alla normativa FDA per le seguenti qualità: NBR, HNBR, EPDM, BUTYL-HT, FPM-B e FPM-G, mentre la nostra qualità EPDM supera la USP CLASS-VI.

Stoccaggio guarnizioni

Quando si acquistano guarnizioni Laygo® come ricambi di magazzino, è importante seguire alcune procedure. Tali metodi garantiscono che i componenti dell’elastomero non si deteriorino e massimizzano la vita utile della guarnizione:

– Immagazzinare le guarnizioni Laygo® in locali in cui la temperatura non superi i 25ºC. Al di là di questa temperatura si produrrà un graduale deterioramento delle proprietà fisiche dell’elastomero. Potendo scegliere, la temperatura ottimale dovrebbe essere di 15ºC. Non immagazzinare mai le guarnizioni in locali in cui la temperatura possa raggiungere gli 0ºC.

– L’umidità relativa raccomandata è del 70%.

– Mantenere le guarnizioni lontane dalla luce solare o dai raggi ultravioletti.

– Immagazzinare le guarnizioni senza sottoporle a tensione. Non legare strettamente le guarnizioni né immagazzinarle appese; non spargere polveri di talco sulle guarnizioni, che oltre a non contribuire a mantenerle in buono stato, le danneggiano notevolmente.

– Evitare la vicinanza a fonti di ozono, quali accessori per saldatura o motori elettrici.

– Non conservare le guarnizioni in prossimità di solventi organici o acidi.

– Evitare la vicinanza di fonti di calore (radiatori ecc).

– Custodire le guarnizioni in scatole per minimizzare il contatto con l’aria. Si raccomanda di conservarle in sacche scure opache se le guarnizioni sono della qualità fluorelastometro.

– Prestare attenzione allo stock in modo da utilizzare prima le guarnizioni con scadenza più breve.

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Pacchi di piastre

Finora i produttori di piastre per scambiatori di calore si sono limitati a produrre su richiesta e non dispongono di piastre di ricambio nei loro stock. Ciò può prolungarei tempi di consegna fino a 8 settimane.

Laygo può fornire pacchi completi di piastre con guarnizioni in conformità alla disposizione del progetto originale dell’impianto. Ciò permette di minimizzare i tempi di arresto del vostro impianto, dal momento che per la successiva manutenzione si potrà sempre disporre in poche ore di un pacco ricondizionato per la sostituzione.

D’altra parte, i nostri tecnici, con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione di scambiatori, possono assistervi per l’adeguamento della disposizione delle piastre per nuove condizioni di servizio o per l’eventuale ottimizzazione delle stesse.

Piastre

L’immediata disponibilità delle piastre di ricambio è di fondamentale importanza per i servizi di manutenzione degli scambiatori di calore a piastre. Laygo dispone di un’ampia gamma di piastre originali e/o compatibili per i modelli e materiali maggiormente diffusi sul mercato.

Sat “in situ”

Ricondizionamento “in situ” di SCP

Il ricondizionamento di uno scambiatore di calore a piastre può essere effettuato dai nostri Specialisti “in situ”. Prima di procedere all’apertura di un impianto si deve seguire un protocollo interno per determinare lo stato della macchina e le relative quote di serraggio. Successivamente si procede all’apertura della macchina depressurizzata e allo smontaggio delle piastre del telaio.

Le piastre con guarnizioni fissate meccanicamente possono essere ricondizionate “in situ”, anche se è sempre raccomandabile il trasferimento ai nostri impianti per poter effettuare una pulizia in profondità mediante immersione in bagni con agenti di pulizia specifici e alla successiva ispezione delle piastre mediante liquidi penetranti.

Il ricondizionamento “in situ” può comprendere i seguenti interventi:

  • Apertura del macchinario.
  • Smontaggio delle piastre.
  • Verifica ed eventuale riparazione del telaio.
  • Traferimento dell’insieme delle piastre ai nostri impianti e ritorno (*).
  • Montaggio delle piastre ricondizionate sul telaio.
  • Chiusura del macchinario e test di tenuta stagna.

(*) o pulizia mediante acqua calda o fredda a pressione.

Smontaggio pacco piastre e montaggio piastre ricondizionate

Prima di procedere all’apertura di un impianto si deve seguire un protocollo interno per determinare lo stato della macchina e le relative quote di serraggio. Successivamente si procede all’apertura dell’impianto depressurizzato e allo smontaggio delle piastre del telaio. Le piastre sono adeguatamente predisposte per il successivo trasporto ai nostri impianti.

Una volta ricondizionate le piastre presso i nostri impianti, i nostri Specialisti procedono con il montaggio delle piastre sul telaio, il serraggio del pacco piastre e i test di tenuta stagna dell’impianto.

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Test d’integrità con fluoresceina

Il nostro Test d’Integrità mediante Fluoresceina “in situ” è un procedimento affidabile che permette il controllo per sezioni della non contaminazione dei set di piastre degli scambiatori senza dover procedere all’apertura dell’impianto.

Il procedimento permette di effettuare facilmente un intervento di manutenzione preventiva che risponde alle ultime direttive europee e tutela i nostri clienti rispetto ai costi e alle problematiche comportati dalla contaminazione dei prodotti.

E’ necessario interrompere la produzione solo per qualche ora, a fronte dei vari giorni richiesti dai procedimenti classici.

Questo procedimento permette di controllare in modo affidabile l’assenza di contaminazioni mediante fluoresceina che circola a pressione per uno dei circuiti e acqua della rete idrica a bassa pressione che circola per il secondo circuito. Si prendono alcuni campioni che vengono controllati mediante un fluorimetro (unità di misura in PPT) per poter verificare la stabilizzazione o l’evoluzione dell’acqua.

Ciò consente di procedere al test in condizioni reali d’uso e prevenire eventuali rischi di deterioramento delle piastre successivo al controllo, per esempio durante il montaggio.

Per impianti a passo unico possono essere utilizzati anche sistemi di rilevamento a gas (Nitron 5 o idrogeno), benché per una misurazione corretta, gli scambiatori di calore dovrebbero essere previamente svuotati di tutti i liquidi, anche al di sotto del livello degli ugelli inferiori. Dopo vari test e prove empiriche effettuati in collaborazione con imprese esterne, Laygo ha deciso di non raccomandare i metodi di ispezione mediante gas nel caso di impianti multipasso.

Ricondizionamento nei nostri impianti

SCP – Scambiatore di calore a Piastre

Dopo l’arrivo dell’impianto nei nostri stabilimenti e prima di procedere all’apertura, si deve seguire un protocollo. Successivamente si procede all’apertura dello SCP, allo smontaggio delle piastre e alla revisione del telaio. Il procedimento di ricondizionamento delle piastre nei nostri locali è descritto più avanti.

Una volta ricondizionate le piastre nei nostri impianti, i nostri Specialisti procedono al montaggio delle piastre sul telaio, al serraggio del pacco piastre e ai test di tenuta stagna dell’impianto.

Lo SCP viene adeguatamente predisposto per il trasporto di ritorno.

Piastre

Presso i nostri impianti disponiamo di tutti gli strumenti e procedimenti specifici per pulire, ispezionare e ricondizionare piastre per scambiatori di calore in modo efficiente, redditizio e affidabile al 100%. Nei paragrafi seguenti sono descritti con maggiori dettagli gli abituali procedimenti di ricondizionamento delle piastre: Ispezione Iniziale, Pulizia, Ispezione Liquidi Penetranti, Montaggio Nuove Guarnizioni (a colla), Montaggio Nuove Guarnizioni (Clip – Fissaggio Meccanico) e Ispezione Finale e Raggruppamento Piastre.

Ispezione iniziale

Dopo l’arrivo delle piastre o delle macchine, nei nostri locali si esegue il protocollo d’entrata (interno) che prevede tutti i dettagli tecnici dell’impianto nonché degli interventi commissionati.

Pulizia

Lo smontaggio delle guarnizioni incollate sulle piastre si effettua applicando calore sulla parte posteriore del supporto o mediante azoto liquido. Le piastre molto sporche sono sottoposte ad una prima pulizia con acqua calda o fredda a pressione.

Per eliminare la sporcizia di origine organica, come anche i residui di colla, vengono effettuati bagni con soda calda (non per il titanio). Successivamente, una volta sciacquate con acqua, le piastre si immergono in bagni con decapanti (acidi) e si sottopongono ad un’ulteriore pulizia mediante acqua a pressione.

Per eliminare la sporcizia inorganica si effettuano direttamente bagni con decapanti (acidi) caldi. In funzione del livello di sporcizia si adeguano i tempi di esposizione e si ripete il processo dopo il passaggio nel bagno di risciacquo.

E’ di fondamentale importanza effettuare una pulizia approfondita delle piastre evitando, nello stesso tempo, un attacco chimico dei materiali (sfumare le piastre).

Dopo la pulizia si procede all’asciugatura delle piastre. Il tempo di asciugatura può essere ridotto con l’uso di un forno industriale.

Ipezione con liquidi penetranti

L’ispezione delle piastre da parte della nostra Divisione SAT viene sempre effettuata sul 100% delle piastre. Contrariamente ad altre ditte di manutenzione, noi ispezioniamo separatamente ciascuna delle piastre, nebulizzando una delle facce con un liquido penetrante. Usiamo penetranti fluorescenti per una maggiore sensibilità. Il liquido fluorescente penetra nelle eventuali discontinuità dovute al fenomeno della capillarità. Dopo un dato tempo di esposizione vengono ispezionate per mezzo di una lampada a luce ultravioletta (luce nera). Tale operazione di ispezione visiva in “camera oscura” viene effettuata da tecnici specializzati per garantirne la massima affidabilità.

In determinati casi (piastre speciali o grave usura senza perforazione) usiamo anche liquidi penetranti colorati (rosso) e rivelatore (bianco) o liquidi penetranti combinati (colore + fluorescente). Nel caso in cui non siano presenti perforazioni ma si un’usura importante nei punti di contatto, si spruzza uno dei lati delle facce con il colorante rosso e, dopo un po’ di tempo, si pulisce la faccia della piastra nebulizzandola con il bianco rivelatore per individuare microfessure o crepe (non complete).

In caso di perforazioni, micropori e microfessure, queste aree sono opportunamente contrassegnate per l’eventuale ispezione visiva o mediante microscopio elettronico.

Tutte le piastre difettose e pertanto “non adeguate” al servizio (perforate e/o piegate) sono raccolte, opportunamente identificate e restituite al cliente.

Le piastre in buono stato e adatte al servizio vengono pulite su entrambe le facce con acqua a pressione per eliminare eventuali resti di liquido penetrante. Dopo l’asciugatura passano al successivo processo di ricondizionamento, il montaggio delle nuove guarnizioni.

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Montaggio di nuove guarnizioni (incollate)

Prima di procedere al montaggio delle nuove guarnizioni, vengono ispezionati visivamente e nei dettagli i supporti delle piastre (alloggiamenti delle guarnizioni). Salvo determinati casi isolati (a seconda della piastra) tali deformazioni non vengono corrette poiché il materiale non offrirebbe una sufficiente resistenza meccanica. Nel corso del protocollo di ricevimento dei materiali si effettua uno scarto per evidenti deformazioni dei supporti.

I supporti devono essere perfettamente puliti e sgrassati prima di procedere alle operazioni di incollatura. A seconda del modello di piastra e dell’applicazione si usano adesivi specifici di contatto o adesivi bicomponente (entrambi FDA, per applicazioni alimentari o farmaceutiche). In entrambi i casi l’adesivo si applica con un pennello nell’area adeguata della piastra (e in funzione della colla, anche della guarnizione). Dopo il corretto posizionamento della guarnizione, la piastra viene collocata su un telaio per il successivo serraggio di un determinato insieme/numero di piastre. In funzione dell’adesivo utilizzato si procede alla semplice asciugatura o all’essiccazione all’interno di un forno industriale.

Al termine del procedimento, si ispezionano nuovamente tutte le piastre (una a una) per eliminare possibili residui o eccessi di adesivo.

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Montaggio di nuove guarnizioni (CLIP – Fissaggio meccanico)

In caso di guarnizioni a fissaggio meccanico, il montaggio viene effettuato in funzione del sistema a “Clip” della piastra. In determinate occasioni e in funzione del grado di deformazione delle piastre, si procede al rafforzamento della posizione della guarnizione mediante alcuni punti di adesivo di contatto (FDA). Quest’ultima fase avviene sempre previa autorizzazione del cliente.

Ispezione finale e raggruppamento delle piastre

Le piastre ricondizionate e con guarnizioni nuove sono sistemate nei relativi imballaggi (o montate) secondo l’ordine corretto e la disposizione prevista dal diagramma delle piastre.

Nel caso di impianti completi, si procede al montaggio delle piastre ricondizionate sul telaio per successivamente stringere l’insieme fino alla quota di serraggio ed effettuare i relativi test di tenuta stagna. Dopo gli interventi di ricondizionamento e in funzione dello stato delle piastre o dell’impianto, Laygo può elaborare un Rapporto Tecnico sull’Intervento.